Sono sempre di più le piattaforme e le aziende che offrono piattaforme per i contenuti in digitale. Libri, riviste e quotidiani sono o saranno sempre di più disponibili per una fruizione in formato elettronico. Tramite computer, palmare o meglio il tablet, strumento del nuovo millennio per l’accesso a nuovi e vecchi prodotti editoriali.
Non c’è che dire, un grosso vantaggio per i lettori che non saranno più vincolati al supporto cartaceo. Un collega me l’ha detto oggi: per Natale mi faccio regalare un iPad, ci carico 10GB di libri e li tengo solo lì. Quando mi servono li leggo.
A parte il fatto che secondo me in questo modo si viene a perdere una delle funzionalità più importanti di una libreria di libri in digitale: la possibilità di eseguire ricerche a tappeto a-la-Google. In cantina ho diversi bauli di libri di informatica: è chiaro che data la veloce obsolescenza di questa tipologia di contenuti, i testi rivestono per me principalmente un ruolo affettivo. Ma il grosso limite della carta è che non posso fare una ricerca a tappeto su tutti i volumi: dovrei aprirne uno a uno per cercare nel sommario o nell’indice analitico. Esattamente la stessa cosa che dovrà fare il mio collega, potendo però contare in più sulla ricerca full-text di iBooks. A meno ovviamente di non utilizzare un computer.
L’enorme disponibilità di contenuti in digitale che si sta creando anche qui in Italia non risolve solo il problema della ricerca a tappeto (che comunque poteva essere supportata da Google Books): costituisce anche un miglioramento significativo in merito alla qualità dei libri in digitale.
L’archivio di dieci gigabyte di libri del mio collega mica nasce oggi: è il risultato di anni di download da diversi circuiti peer-to-peer. La collezione completa di O’Reilly, di Wiley e così via. Libri di informatica, ma anche di matematica, statistica e ingegneria. Soprattutto testi in inglese, perché le scansioni che si trovano sulle varie reti sono fatte soprattutto su questi.
Come dicevamo, avremo un aumento di qualità: i file che si trovano in rete spesso hanno caratteristiche scadenti: copertina mal scansita, pagine senza link. Se va bene si tratta di pagine ben fatte, altrimenti di copie fotostatiche di bassa qualità (soprattutto su libri vecchi). Sono lavori amatoriali, non confrontabili con quelli prodotti dalla professionalità di un editore o di un service editoriale. E molto spesso si tratta di file PDF e non di ePub. Chi usa iPad sa che c’è una bella differenza d’esperienza d’uso tra i due formati. Cento volte meglio il secondo, almeno con le versioni attuali di iBooks. Ma la natura stessa del PDF, che ha un’impaginazione statica, può essere meno godibile di un ePub che può essere reimpaginato e adattato al layout orizzontale o verticale del dispositivo.
Con il proliferare dei contenuti digitali offerti dagli editori questa epoca di file dalla qualità amatoriale di avvia verso il tramonto. Nessuno più si metterà a scansire il libro cartaceo per produrne un PDF, sarà sufficiente mettere in rete il file venduto dall’editore e con pochissima fatica si potrà godere di un prodotto di qualità. È sufficiente che il libro venga acquistato da una persona e che questa sia disposta a mettere in rete il file.
I DRM non sono un problema, si bypassano velocemente. Ve lo immaginate? Esce l’ultimo libro di Stephen King in formato elettronico: il giorno stesso (o addirittura la sera prima), c’è già il file in digitale sulle reti peer-to-peer. Il DRM? Andato. Ovvio, con gli autori di minor appeal questo non succederà subito: in funzione dell’interesse e della presenza o meno del DRM il file sarà presente in Rete presto o tardi. Ma lo si troverà di sicuro, questo non c’è dubbio.
La rivoluzioni del digitale presto porterà molti più contenuti, di qualità migliore, “con maggiori funzioni” sui computer, palmari e tablet di tutti i lettori.
Scaldate i vostri client BitTorrent.
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Certo, c’è anche la possibilità di acquistarli, i libri. Ma il lettore si potrebbe chiedere “perché pagare per avere qualcosa che posso avere gratis”? Buona domanda. Con il libro cartaceo acquisti anche il supporto, ma con il digitale?
PS: ovviamente non sto consigliando a nessuno di scaricare i file illegalmente, sarebbe istigazione a delinquere (anche se lo fanno tutti). Questo è solo un pezzo di… colore.