Fuori dalla metro

Posted: aprile 7, 2011 by eamedeo in fiction
no stopping at any time

Image via Wikipedia

Sono arrivato nel centro studi della grande metropoli. Scatto fuori dalla fermata della metropolitana, risalendo una rampa di scale che sembra non finire mai. Mi accoglie la luce del sole di un giorno d’inverno. È mattino avanzato, di quelli che non manca tanto all’ora di pranzo.

Subito sento la puzza. I miasmi della città. Odori multietnici, di tutti i tipi. La base è sempre quella fiatella di smog, puzzo di scarico di automobili, motorini e camioncini. Si sente che l’aria è più pesante, vuoi confrontarla con quella del paesello, più fresca e pulita?

Poi arrivano le folate di sigaretta; sembra che questi drogati che non sanno neanche di esserlo non possano resistere, neanche di fronte a una bella giornata.

E poi gli effluvi corporali dei barboni, della gente che suda.

Questo quartiere multietnico, questa città senza confini. Quando ero bambino abitavo proprio dietro l’angolo. Si riconoscono ancora gli esercizi storici e i palazzi sono rimasti più o meno quelli di trent’anni fa. Ma molto è cambiato. Le facce per prima cosa.

E poi i negozi, sono molti di più, molto diversi. A fianco della latteria che ha resistito agli anni c’è un nuovo kebabbaro. I bar si sono moltiplicati, oramai ce ne è uno ogni isolato. E in mezzo panetterie, fruttaroli, ristoranti e locali. Dietro l’angolo il ristorante coreano, quasi di fronte alla trattoria di un tempo. E poi il parrucchiere cinese, di quelli che non si sa se in pausa pranzo si cucinano da mangiare nel retrobottega.

[continua... (forse)]

 

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